In esclusiva iLiveMusic ha  intervistato Fabio Weiners” il bassista dei Disco Maniac, la party band disco dance revival 70/80 che in occasione di Festa Della Musica ha avuto la possibilità di esibirsi al Carrefour di Limbiate (MB). Abbiamo raccolto le sue considerazioni e quelle degli altri membri dei DiscoManiac riguardo Festa Della Musica, ripercorrendo tutte le sensazioni ed emozioni nel suonare in uno spazio insolito come quello di un Supermercato per un pubblico eterogeneo. Con l’occasione abbiamo conosciuto meglio la band milanese e le loro particolari performance che loro stessi definiscono un’esplosione di energia.

Intervista

Parlaci per prima cosa di te Fabio, chi eri prima di entrare nei DiscoManiac? Come è nata la tua passione per la musica?

Ho maturato un’esperienza di vent’anni a partire dalla mia terra: Napoli, proseguendo a Milano dove mi sono trasferito e vivo attualmente. Ho suonato in band di diverso genere Rock, Jazz, Blues e Dance, accrescendo la mia cultura musicale. A Napoli suonavo con quattro/cinque gruppi contemporaneamente, mentre ad oggi oltre ai Disco Maniac mi esibisco con gli Exodus, una Tribute Band di Lucio Bassisti. La mia passione per la musica nasce ascoltando i dischi dei miei genitori, sono cresciuto con il rock dei Led Zeppellin, Deep Purple, Jimi Hendrix e tanti altri di quel genere. Il momento dell’epifania musicale probabilmente è arrivato quando ascoltai per la prima volta da piccolo “Starway to heaven“, mi ha avvolto in delle armonie quasi magiche che mi hanno fatto innamorare della musica e messo voglia di suonare. In realtà inizialmente mi innamorai dei ritmi della batteria, non avendo spazio in casa per poterla suonare decisi in un secondo momento di intraprendere lo studio del basso elettrico che comunque faceva parte di quella sessione ritmica che mi aveva affascinato fin da subito. Grazie al padre di un mio amico che è un sassofonista, ho scoperto i Brecker Brothers e Jaco Pastorius e lì ho capito che il basso elettrico era lo strumento che avrei voluto imparare.

Cosa vi ha spinto a mettere su il gruppo e a proporre determinati generi musicali? Avete mai pensato di fare qualcosa di vostro?

Abbiamo scelto il genere Disco Dance Revival 70-80 perchè innanzitutto lo amiamo tutti noi componenti dei DiscoManiac. Oltre a questo amiamo far ballare e coinvolgere il nostro pubblico, quindi non esiste genere migliore per riuscire in questo. Per coinvolgere e far divertire più persone possibili, oltre ad esibirci con brani classici della dance music, proponiamo i più recenti successi della musica pop e dance. Per quanto riguarda la creazione di brani inediti, con il gruppo non abbiamo pensato di far questo, nonostante in passato ho fatto parte di band che lo facevano. A Napoli ad esempio, per anni ho fatto parte dei Punto.com con cui mi sono tolto delle soddisfazioni arrivando in finale a Castrocaro,al Giffoni Film Festival ed anche al Festival di Saint-Vincent. Con i Disco Maniac però il discorso è diverso, non vogliamo spingerci oltre al momento, però mai dire mai!

Come nasce il nome della band?

Sulla scelta del nome ne volevamo uno che facesse capire da subito che tipo di gruppo eravamo e cosa proponevamo. Certo, noi spaziamo anche in diversi generi come detto, ma il fulcro centrale del nostro progetto resta la DiscoMusic.

Progetto senza titolo

Come definisci il vostro stare sul palcoscenico? Trovate spazio anche per improvvisazioni o vostre interpretazioni nel proporre cover?

I nostri spettacoli sono una esplosione di energia, non curiamo solo la parte musicale ma anche quella scenografica. Nei nostri live sono frequenti i cambi d’abito a seconda della canzone. Se ad esempio suoniamo brani del musical “Greese” la nostra bravissima cantante si veste come gli attori protagonisti, così come per altri film e band storiche. Non ci definiamo solo musicisti ma intrattenitori a tutto tondo. Per quanto riguarda l’aspetto interpretativo, la particolarità del nostro gruppo sta proprio nel proporre diversi medley di svariati generi. Questo avviene soprattutto grazie al nostro tastierista Basilio Ceravolo che riesce a collegare alla perfezione i diversi brani. Ovviamente per mettere insieme le diverse canzoni c’è bisogno di un riarrangiamento, questo ci lascia libertà nelle reinterpretazioni di brani storici pur comunque non snaturandoli, il rispetto per la canzone e l’artista è sempre grande. Le persone ascoltando certi brani possono apprezzare alcune rivisitazioni, ma di base non apprezzano grandi stravolgimenti.

Una band come la vostra che propone cover, pensi sia avvantaggiata perchè propone qualcosa che al pubblico si sa che piace, oppure pensi sia più rischioso in quanto c’è la paura di non reggere il confronto con l’artista che andate a proporre? Avvertite mai quell’ansia del confronto che nel pubblico molto spesso nasce spontaneamente?

Reinterpretando brani e riarrangiandoli, non ci mettiamo in confronto con l’artista; semplicimente rievochiamo ciò che è stato fatto ma in chiave diversa. Adoriamo alcuni miti, per questo motivo non riproduciamo fedelmente i loro brani. Per noi la cosa più importante, che ci fa capire di fare bene il nostro lavoro, è vedere il pubblico in ogni serata ballare e scatenarsi. Questa per noi è la vera vittoria.

Raccontaci la vostra esperienza a Festa della Musica alla quale avete partecipato grazie alla vittoria del Contest di iLiveMusic. Possiamo definirla una esperienza insolita che vi ha permesso di suonare davanti ad un pubblico eterogeneo, che non era stato chiamato, era lì di passaggio, come vuole la tradizione di Festa Della Musica?

Partendo dall’idea principale di Festa Della Musica che è quella di dedicare un giorno specifico alla musica unendo tutta Europa con diverse iniziative, è un concetto che fin da subito ci ha entusiasmato. Sicuramente è stata un’esperienza tanto insolita quanto bella. Le persone che erano lì non si aspettavano di trovare una band a suonare proprio all’entrata del Supermercato ma li abbiamo visti presto molto coinvolti. C’è stato chi faceva selfie mentre suonavamo che ci riprendeva, tornati a casa ci siamo ritrovati sommersi dai tag nei diversi social con i video che le persone avevano postato della nostra esibizione. Per noi è stato ovviamente anche un modo per pubblicizzare la nostra band, abbiamo distribuito un pò di nostre cartoline e diverse persone si sono avvicinate spontaneamente a chiedere i nostri contatti. Se ci sarà occasione, di certo parteciperemo alla prossima edizione!

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Un’App gratuita come quella di iLiveMusic, che mette in contatto musicisti ed organizzatori di eventi, come pensate possa essere utile nel mercato musicale italiano?

Un’App quella di iLiveMusic a cui noi dobbiamo molto, ci ha permesso di esibirci in diverse serate ed eventi tra cui quella di Festa Della Musica. Questo strumento può aprire la porta a gruppi che fanno pochi live, dandogli spazio anche in locali importanti. Mi auguro che tutti i gestori dei locali si iscrivino su questa App e diano una possibilità ai molti artisti emergenti. Potenzialmente, se davvero in tutta Italia gli organizzatori di eventi si iscrivessero, il mondo della musica Italiana cambierebbe.

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