Bio

Daniele Rebaudo è un musicista di Sanremo classe ’90. Appassionato di musica fin da piccolo, ha intrapreso lo studio di vari strumenti come pianoforte, batteria, marimba e handpan.

Intervista

Come è nata la tua passione per la musica ? 

La mia passione per la musica emerse fin da quando ero molto piccolo. Ho un ricordo di quando avevo circa 7 anni: vidi una batteria, durante una esibizione di una piccola piazza di Sanremo, e rimasi fortemente incantato, non riuscivo a toglierle gli occhi di dosso. Da quel momento la passione nei confronti di questo strumento e delle percussioni in generale, fu un costante crescere nel tempo.

Sei un polistrumentista, ma ultimamente ti sei concentrato nello studio del Handpan, come ti sei avvicinato a questo strumento così particolare e perché lo hai scelto per esprimere il tuo universo sonoro e musicale?

Ho scoperto l’handpan, o meglio, i primi modelli di Hang, nei primi anni 2000, attraverso un video su Youtube. Come per la batteria molto tempo prima, rimasi incredibilmente stupefatto dalla Bellezza della forma e del suono di questo magico strumento. Solo moltissimo tempo dopo ho finalmente trovato il modo di impossessarmi di uno di questi strumenti. Più precisamente di un RAV drum: si tratta di uno strumento simile dal punto di vista fisico, ma dal timbro sonoro molto diverso. 
Ho scoperto il RAV sempre grazie a Youtube circa un anno fa, e la risonanza dentro di me è stata molto forte: volevo assolutamente averlo fra le mie mani ed esprimere attraverso di lui la mia musicalità, perchè sapevo che mi avrebbe dato grandi possibilità… e così è stato!

Raccontaci la tua storia e i tuoi progetti musicali.

Inizio ad approcciarmi alla musica attraverso il pianoforte a 9 anni, proseguendo più seriamente gli studi all’inizio delle scuole medie. Appena compiuti i 12 anni iniziai a suonare la batteria nella mia prima band, assieme a mio fratello. Il punk rock fu la mia “palestra” per lo studio di questo strumento! Pochi anni dopo mi avvicinai al genere Metal, suonando in svariati gruppi cover. (Iron Maiden, Pantera, Dream Theater…) Ed alcuni progetti di brani inediti.
Parallelamente, proseguivo gli studi del Pianoforte suonando esclusivamente musica Classica e dando gli esami in Conservatorio!
Questa mia “doppia faccia” ha sempre suscitato stupore e curiosità fra le persone.
Dopo l’esame di maturità frequentai il Conservatorio di Genova per conseguire finalmente, due anni dopo, il tanto attesoDiploma, e parallelamente iniziai a frequentare il corso di Strumenti a Percussione, in vista di maggiori possibilità lavorative(oltre che saziare il mio incessante amore per quegli strumenti).
Dopo circa 7 anni ho preso il mio secondo diploma al Conservatorio di Torino, in Strumenti a Percussione.
Oltre ai vari gruppi musicali ho collaborato con varie orchestre della Liguria e del Piemonte in qualità di percussionista. Sono stato batterista per circa 2 anni in una compagnia teatrale che portava Musical nei teatri.

Come descriveresti la tua proposta musicale?

Attualmente, la mia proposta musicale si potrebbe tradurre in una sperimentazione del suono, attraversostrumenti particolari e ricercati, che vanno a toccare delle corde che dentro ognuno di noi ormai vengono raramente sollecitate, dalla musica “facilmente raggiungibile”, la musica “delle grandi masse”.

Se potessi scegliere di fare una collaborazione con un altro musicista o artista chi sceglieresti?

In tema degli handpan, sceglierei sicuramente Nadishana e Kabeção, fonti di grande ispirazione.Riguardo alla batteria, altre percussioni, o pianoforte… Beh, ce ne sarebbero davvero troppi da elencare!

Quali sono le cose più interessanti che hai ascoltato ultimamente e delle quali ti piacerebbe fare una tua versione?

Nonostante il Metal e il Progressive rimangano fra i miei generi musicali preferiti, ultimamente mi sono immerso nella musica “etnica”, se così si può chiamare, con alcuni dischi di Nadishana e le meravigliose composizioni di Kabeção.
Le musiche di questi due artisti sono davvero molto “personali”, sarebbe difficile farne delle cover. Ma a dire il vero con un brano di Nadishana ci sono riuscito. Ho creato una mia versione di “Particles”, ascoltabile su Youtube, con tanto di video sulla spiaggia!

Come descriveresti il tuo stare su un palcoscenico durante un’esibizione?

Potrebbero esserci varie descrizioni, essendo io un polistrumentista. Dipende dai contesti. Nell’ambito della musica classica, quindi suonando il pianoforte o un brano solista con la marimba o il vibrafono, emerge in me molta agitazione, essendo una persona piuttosto emotiva: nello stesso tempo c’è molta soddisfazione nel suonare ad un pubblico un brano che amo, o che comunque ho studiato con tenacia e sacrificio.
Dietro alla batteria invece, le sensazioni sono molto diverse. In primis, non mi trovo da solo a dover “soddisfare” le orecchie degli ascoltatori, bensì con la mia Band. Inoltre, come detto in precedenza, con questo strumento ho un approccio molto meno “didattico”, avendo imparato a suonare solo osservando ed ascoltando altri batteristi.

Raccontaci la tua prima esperienza “live”. Sensazioni, Ricordi. Hai riti e abitudini pre-esibizione?

Non ho mai avuto abitudini pre-esibizione. Mi è molto difficile risalire alla mia prima esperienza live.
Ricordo che i primi “concerti” si svolsero in un garage. Era adiacente alla piccola sala prove che ci eravamo sistemati col mio primo gruppo, assieme a mio fratello. La voglia di suonare, di esibirsi, era tanta, lo ricordo bene: non vedevo l’ora che arrivassero gli ospiti, gli amici, per mostrar loro la nostra musica, il nostro “insieme”. E sicuramente anche i miei progressi sulla batteria!

Puoi raccontarci un aneddoto particolare legato ad una tua esibizione e/o legato a un gestore di un locale?

Una decina d’anni fa suonai con un gruppo, una tribute band dei Pantera, in un grazioso locale poco distante da Torino.
Era il periodo di Pasqua, e ci eravamo procurati un grosso uovo di cioccolato… Beh, l’energia dei Pantera avevano portato il cantante a scartare l’uovo e a distruggerlo sul palco! C’erano frammenti di cioccolato ovunque, e il proprietario si arrabbiò a tal punto da fare storie sul cachet che ci spettava.  Insomma, “storie metal”!

Cosa pensi del momento della musica dal vivo in Italia e in particolare della tua terra? e della nostra iniziativa iLiveMusic?

Preferisco non espormi riguardo alla musica dal vivo in Italia e nella mia terra. Trovo che il progetto iLiveMusic sia molto valido e interessante. Spero prenda piede in fretta! Sembrerà assurdo, ma con la mia compagna avevamo pensato proprio ad una piattaforma del genere, qualche mese prima di scoprire iLiveMusic! Un’idea però che come altre non abbiamo concretizzato…

Cosa farai nei prossimi mesi?  Hai Nuove date, nuove idee di performance, collaborazioni etc etc?

Al momento mi sto concentrando sulla registrazione dei miei nuovi brani col RAV. Purtroppo non ho serate live in programma, a parte un piccolo concerto a fine febbraio, ma conto di organizzare presto un calendario.
Nello stesso tempo un po’ di cosa bollono in pentola: inizierò delle sessioni di “massaggio sonoro” nelle sedi di alcune Associazioni di Torino. È prevista una collaborazione con una persona speciale, che si occupa di meditazioni con le campane di cristallo e canti armonici.

Hai un sogno da realizzare in ambito artistico/musicale?

Assolutamente sì. E’ proprio ciò a cui sto lavorando: il mio obiettivo è quello di sensibilizzare le persone a livello profondo, smuovere dentro di loro quelle corde che gli permetteranno di vivere la vita nella Gioia, o anche solo più serenamente. Tutto ciò attraverso la mia musica, attraverso la vibrazione di strumenti particolare, poco conosciuti, come appunto il RAV drum (ed altri, che pian piano sto recuperando).

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