La Stanza di Iris è una band romana nata dall’idea di Valeria Di Domenicantonio ed Antonio Di Girolamo nell’Aprile 2012. I due provenienti da progetti passati che li hanno visti collaborare insieme, negli anni 2000 facevano parte dei Saint Lips come cantante e chitarrista, si sono ritrovati dopo anni di veleni.

In quegli anni di lontananza, Valeria ha fatto parte degli Arsanova con Valentino Piacentini (batteria) e Matteo Piacentini (tastiere e synth) coinvolti poi anche loro nel progetto successivo della Stanza di Iris. Infine alla band si è aggiunto Flavio Quintili (basso) che dopo un anno di attività, insieme a Matteo Piacentini, ha abbandonato ufficialmente il progetto. La stanza di iris nella forma attuale nasce quindi nel gennaio 2013 con tre componenti, che secondo loro il numero perfetto, per un rock sparato senza fronzoli!

Diretto,sincero nel cercare di far emozionare ancora qualcuno. Questo è tutto ciò che descrive al meglio la Stanza di Iris.

Come è nato il nome della band?

La scelta del nome, “Iris” è l’alter ego di Valeria e “la Stanza” è il nostro posto dove scappare ed essere liberi di esprimerci come vogliamo. Ovviamente chiunque vuole “entrare” per dare uno sguardo o ascolto condividendo con noi questo viaggio è ben accetto! Siamo sicuri vi piacerà. Una volta entrati nella “stanza” è difficile uscire.

Raccontateci la vostra prima esperienza “live”: sensazioni, ricordi. Avete riti e abitudini pre-esibizione?

Dunque la nostra prima uscita ufficiale come Band a tre elementi risale al 2014. C’era sicuramente curiosità di vedere come usciva live la nostra formula di suonare senza basso (nonostante l’aver sentito le registrazioni fatte durante le prove ci avevano sempre lasciato sensazioni più che positive e convinti di essere sulla giusta strada), e di vedere la risposta di chi ci ascoltava. Senza falsa modestia ad oggi di complimenti ne abbiamo ricevuti tanti, forse proprio perché chi ascolta va oltre l’aspetto tecnico o di bravura, rimane colpito dal nostro coraggio di essere poco convenzionali.

Come unico rito abbiamo che la cantante arriva sempre tardi e difficilmente fa il check.

Se poteste scegliere di fare una collaborazione con un altro musicista chi scegliereste?

Senza dubbio Jack White.

Progetto senza titolo

Interessante come nonostante l’uso del sinth, riuscite a non uscire troppo dal rock gettandovi in un mare di elettronica. Qual è secondo voi il segreto per riuscire in questo?

Se fai Rock non puoi pensare MAI di mettere da parte chitarre, Riff e distorsioni a favore di Campionatori, sequencer e cose varie. Tanto vale mettersi a fare le suonerie per cellulari. L’elettronica può dare una mano ad abbellire ma non può sostituire. Purtroppo nei nuovi musicisti invece si sta facendo strada questo pensiero. Perchè ormai spingere un pulsante e avviare una sequenza equivale a suonare. A noi piace ancora sudare!

Cosa ha spinto la Stanza di Iris a partecipare ad Incisioni OFF?

Valentino il nostro batterista è quello che cura la parte social del gruppo ed è sempre attento a vedere e proporci occasioni dove poter suonare. Difficilmente siamo attratti da contest o serate simili. Ma quando Valentino ce ne ha parlato è stato entusiasta di come è organizzato. Vedendo e leggendo un pò in giro ci siamo convinti che forse non è il solito contest dove paghi per suonare in serate improbabili. Quando poi c’è di mezzo il vinile non ci tiriamo mai indietro!

Oltre ad Incisioni, cosa farete nei prossimi mesi? Avete Nuove date, nuove idee di performance, collaborazioni etc etc?

Sicuramente ci metteremo sotto a scrivere nuovo materiale visto che il prossimo anno vogliamo registrare un nuovo album. Come sempre poi non mancheranno i live perchè è quello il nostro Habitat naturale!

Parlateci infine della vostra esperienza con iLiveMusic: un’App gratuita che mette in contatto musicisti ed organizzatori di eventi, come pensate possa essere utile nel mercato musicale italiano?

Visto il momento critico del mercato musicale, un’App che che si rivolge più all’aspetto live sicuramente può dare e fare molto.Speriamo si riaccenda nelle persone la voglia di andare a sentire dal vivo chi ha ancora qualcosa da dire e di non rimanere solo confinati in un paio di cuffie.

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