Tra i più dei 100 musicisti emergenti esibitosi negli spazi dei Carrefour di tutta Italia per Festa della Musica c’era anche Martina Saladino in arte Marte esibitasi a Rapallo iLiveMusic ha avuto il piacere di intervistarla e di farsi raccontare la sua esperienza nel mondo della musica, i suoi prossimi progetti e soprattutto l’insolita esperienza di Festa della Musica. Una esperienza questa che l’ha portata a suonare sul palco di un Supermercato Carrefour davanti a un pubblico di passaggio venuto lì non per la sua esibizione, ma che è riuscita ugualmente ad attrarre grazie al suo grande talento. Martina che della musica ha sempre fatto una sua forte passione, per anni si è dedicata alle cover di grandi artisti del mondo del pop. L’artista si è mostrata sempre molto intraprendente suonando su tanti palchi in giro per l’Europa e addirittura a New York.  Adesso ha deciso di fare ancora più sul serio dedicandosi alla scrittura di brani propri diventando una cantautrice a tutto tondo. L’artista infine ci ha rivelato in anteprima l’uscita del primo singolo “Shallow Water” che anticipa il primo album dell’artista “Metropolis in my head” prodotto da Fulvio Masini (Unbox Production Genova) e pubblicato da Libellula Music (Torino).

Raccontaci il tuo percorso musicale, come sei arrivata a diventare una cantautrice? Da dove nasce la tua passione per la musica?

Fin da bambina ho avvertito una forte passione per la musica e già a tredici anni mi sono dilettata con cover di artisti del mondo Pop/Soul. Questa passione è stata favorita sicuramente anche da mio padre che mi ha cresciuta con la musica di Stevie Wonder,Whitney Houston, Celine Dion che hanno influenzato il mio stile. Ho cantato sia da sola che con altri gruppi, addirittura ho fatto parte di una band metal. Nel frattempo ho anche imparato a suonare il pianoforte e la chitarra proprio perchè sentivo in me il desiderio di scrivere qualcosa di mio. Da lì a poco ho iniziato a scrivere trovandomi a mio agio in un nuovo genere, diverso da quello da cui provenivo con le cover, i brani scritti hanno più una forza indie e pop contemporanea. Tutte le mie canzoni hanno in se anche un’altra mia grande passione: sono tutte in inglese proprio perchè sono una amante della lingua.

Suonando all’estero hai avuto modo anche di conoscere altri contesti musicali e diversi approcci all’ascolto di un artista live. Quali sono le differenze che hai potuto riscontrare? Sono diverse anche le sensazioni che provi salendo su palchi esteri?

Una sensazione che ho avvertito in particolare a New York è il fatto che cantavo nella loro lingua. Se in Italia qualche piccolo difetto di pronuncia passa inosservato, lì no! Questo mi ha preoccupato perchè magari poteva compromettere il giudizio verso di me e la mia esibizione. Suonare all’estero però ti dà grande soddisfazione, c’è una cultura dell’artista molto diversa rispetto all’Italia, sia da parte dei gestori dei locali sia dello stesso pubblico. All’estero un’artista non è visto come un contorno, qualcuno che fa da sottofondo. Lì vieni vista come l’attrazione principale della serata. Proprio per questo motivo anche i gestori dedicano molta cura e attenzione all’artista. Addirittura all’estero il pubblico è abituato anche a dare la mancia a chi si esibisce. In Italia c’è purtroppo ancora l’idea che il musicista non sia un lavoro ma un hobby. Per questo motivo viene retribuito poco o niente a meno che non sia un big. Per fortuna non ho mai trovato questa concezione in nessuno dei paesi esteri in cui mi sono esibita.

Nel tuo genere cantautoriale hai punti di riferimento? C’è qualcuno a cui ti ispiri nel mondo musicale?

Nella mia vita ho ascoltato davvero di tutto, ho avuto fasi diverse che sicuramente mi hanno formato. Ho molti punti di riferimento provenienti da diversi generi, ma gli artisti a cui mi ispiro di più sono sicuramente Jimi Hendrix, Jeff Bucley e Jenis Joplin. In loro trovo una ispirazione non tanto a livello stilistico musicale, ma più che altro ai loro personaggi, al loro mood. Mi ispiro al loro modo di vivere e ai loro mondi.

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Raccontaci la tua prima esperienza “live”. Sensazioni, Ricordi. Hai riti e abitudini pre-esibizione?

Non sono scaramantica ma ho un piccolo rito da fare ogni volta, quello di lavarmi le mani prima di esibirmi sul palco. Lo faccio più che altro perchè è una abitudine, una sensazione mia. Riguardo la mia prima esibizione, faccio fatica a ricordarla perchè ero molto piccola, avevo solo tredici anni. Non sono mai stata una persona ansiosa, esibirmi su un palco inizialmente non mi ha messo mai pressione, si è sempre rivelato un piacere. Ora che però non faccio più cover ma canto brani miei, avverto solo l’ansia di non piacere, che le mie parole non arrivino al pubblico.

Raccontaci la tua esperienza a Festa della Musica alla quale hai partecipato grazie la vittoria del Contest di iLiveMusic. Possiamo definirla una esperienza isnolita che ti ha permesso di suonare davanti ad un pubblico eterogeneo, che non era stato richiamato, era lì di passaggio, come vuole la tradizione di Festa Della Musica?

Rimarrà di sicuro una delle esperienze più strane e belle della mia vita! La gente non sapeva chi fossi e cosa facessi lì, è stata una sorpresa un pò per tutti. Sembrava di essere all’interno di un videoclip americano di vent’anni fa. Ero all’ingresso del Supermercato quindi tutti mi hanno visto e per la prima volta ho fatto solo ed esclusivamente testi miei senza cover. La cosa bella era proprio vedere lo stupore iniziale dei passanti che poi si trasformava in attenzione e piacere. Sono veramente soddisfatta e onorata di aver partecipato a questa incredibile esperienza.

Una App gratuita come quella di iLiveMusic, che mette in contatto musicisti ed organizzatori di eventi, come pensate possa essere utile nel mercato musicale italiano?

Ho conosciuto questa App tramite un passaparola, me lo aveva consigliata una mia amica anche lei artista. Ho provato a scaricarla, invogliata anche dal fatto che fosse totalmente gratuita, ne sono rimasta molto colpita per le sue potenzialità. Penso sia un’applicazione incredibile e molto utile soprattutto per chi vuole suonare in contesti dove da solo non potrebbe arrivare. iLiveMusic permette di farti conoscere non solo nella tua città o regione, ma di suonare in tutta Italia tra i tanti locali e contest. Io poi ho sempre amato far conoscere la mia musica in giro arrivando a pubblici e luoghi diversi, come dimostrano anche i miei tanti viaggi. Questa App fa proprio al caso mio quindi. Altro lato importante è che i locali presenti nell’app prevedono anche un cachet per l’artista. Concludendo posso dire quindi che non solo iLiveMusic vede gli artisti come lavoratori ma fornisce uno strumento molto utile di crescita.

Hai un sogno da realizzare in ambito artistico/musicale?

Mi piacerebbe riuscire a vivere con la mia grande passione per la musica. Non è semplice, di certo io sono molto determinata, è la cosa che voglio di più. Siamo in un momento che non è così nero come molti vogliono far vedere. Le possibilità ci sono, c’è molta meritocrazia, se un artista è bravo riesce prima o poi a farsi notare. Non dico che si riesca a diventare tutti nomi noti, ma a farsi conoscere dal mondo musicale underground questo si, ed’è proprio quello che voglio. Nell’immediato ho il desiderio di portare il mio nuovo album in più posti possibili, organizzare un bel tour in Italia e fuori.

Cosa farai nei prossimi mesi? Hai Nuove date, nuove idee di performance, collaborazioni etc etc?

Sto attraversando un periodo di grande cambiamento, adesso sono ufficialmente una cantautrice che ha abbandonato l’etichetta di Cover Singer. Partendo già dal nome non sarò più Martina White ma comparirà sempre e solo il mio nuovo nome artistico “Marte“. Il periodo di cambiamento riguarderà inevitabilmente anche il mio stile musicale che racconterò nel mio nuovo e primo album “Metropolis in my head”. Questo album nasce grazie anche dalle mie esperienze estere che hanno contribuito sicuramente in modo consistente al mio cambiamento. Procedendo per step, per prima cosa a breve uscirà il singolo “Shallow Wather” e farò un piccolo tour nel nord Italia. Il singolo aprirà l’album nuovo che mi proietterà in un tuor più grande dove toccherò città italiane ed estere.