Bio

Roberto Doto è in arte e nella vita “Robbè”. Nasce il 22 gennaio 1994 a Deliceto, in provincia di Foggia in Puglia.
Robbè ha un grandissima passione per la musica, passione che coltiva da quando è piccolo.
Scrive canzoni perché, usando le sue parole, ne sente il bisogno. Si definisce “artigiano della musica” perché l’artigianato è si imperfetto, con le suo piccole sbavature, ma ogni pezzo è unico e porta dentro quello che l’artigiano ha voluto tramettere durante la sua creazione.

Intervista

Ciao Robbè, Come è nata la tua passione per la musica? Ricordi l’attimo esatto in cui hai deciso di voler imparare a suonare/cantare?

Probabilmente ero troppo piccolo per ricordare, ma da quando ho memoria è qualcosa che c’è sempre stata. Sono cresciuto tra una collezione di dischi a dir poco invidiabile e con mio zio che suonava a e cantava, quindi è da lui che ho preso l’ispirazione e la voglia di fare musica.

Raccontaci come è nato il progetto “Robbè”?

“Robbè” è un progetto che c’è sempre stato, perché io sono Robbè praticamente da sempre e per tutti quanti. Ho avuto tante esperienze precedenti in vari gruppi, uno anche di inediti. Poi però quando mi sono trasferito in Irlanda ho capito che la mia musica non poteva prescindere dagli altri ma doveva avere un suo canale di sfogo e di comunicazione. Ho suonato per un po’ di tempo da solo. Poi l’estate scorsa ho conosciuto Simone Lamusta e con la sua fisarmonica abbiamo riarrangiato tutte le canzoni, che già partivano con quest’idea di base: adesso ci vorrebbe solamente un violino!

Come descriveresti la tua proposta musicale?

La mia proposta musicale si rifà alla grande tradizione del cantautorato italiano, con immancabili influenze folk e folk-rock. Nella mia concezione, infatti, il cantautorato è qualcosa che non può essere separato dalla musica popolare, in quanto dovrebbe essere l’espressione di un qualcosa che parte dal basso.

Se potessi scegliere di fare una collaborazione con un altro musicista chi sceglieresti?

Se potessi fare resuscitare le persone, avrei una lista abbastanza lunga di grandi artisti. Purtroppo però non ho questo dono, quindi degli artisti ancora attivi direi senza alcun dubbio De Gregori, Brunori e Capossela.

Qual è il primo disco che hai comprato?

Anche stavolta non mi ricordo esattamente qual è stato. Posso dire però che, pur non sapendo ancora leggere, avevo imparato quali erano le copertine degli album che mi piacevano e le tracce delle mie canzoni preferite, quindi in autonomia andavo ad ascoltarmi quello che più mi piaceva. A casa mia c’erano Vasco e De Gregori, da mio zio ascoltavo i Nomadi e De Andrè.

Raccontaci la tua prima esperienza “live”. Sensazioni, Ricordi etc etc.

La prima esperienza “live”, quando Robbè esisteva ma soltanto perché mi hanno sempre chiamato tutto così, risale ai tempi delle scuole medie. C’era una manifestazione del Comune di Deliceto, il mio paese natio, alla quale partecipavano gli studenti delle scuole medie e superiore. Io ero alle prime armi, non avevo mai suonato né tantomeno cantato in pubblico, ed infatti lo feci spinto dalla mia prof di chitarra. Suonai, con un mio grande amico anch’egli chitarrista all’epoca, “Canzone per un’amica”. Lì esplose qualcosa in me, capii che quello che avevo appena fatto mi piaceva da morire, che quell’ansia prima dell’esibizione, quella carica di adrenalina che parte appena prima di iniziare e non passa per ore, tutte quelle sensazioni che sono chi lo ha provato conosce, sono qualcosa di magico.

Un aneddoto divertente legato ad una tua esibizione? e/o Un aneddoto legato ai gestori dei locali?

Riguardo ai gestori dei locali ce ne sarebbero di cose da dire, ma sono purtroppo cose trite e ritrite che hanno sentito già tutti. C’è da precisare però che non tutti i gestori sono così “malvagi” come li si descrive di solito e nei loro locali è davvero un piacere andare a suonare, ci torneresti milioni di volte.

Cosa farai nei prossimi mesi? Tour, nuovo album, collaborazioni etc etc?

Nei prossimi mesi voglio cercare di suonare live il più possibile, per quanto sia difficile per un artista emergente e senza un’etichetta alle spalle proporsi ai locali e soprattutto avere risposte da questi ultimi. Poi si vedrà. Di sicuro non mancano né le canzoni né le idee, soprattutto di Simone, per un nuovo album: si vedrà. Nella speranza che qualcuno si innamori di Robbè.

Qual è il tuo sogno che vorresti realizzare nell’ambito musicale?

Sarei forse presuntuoso o forse sognatore a dire che vorrei sopravvivere, nel senso economico, di musica. Però di musica, oltre a sopravvivere, si può vivere, nel senso più umano e spirituale possibile. È questo che vorrei, che la musica non mi abbandoni mai. Parlando di sogni da un punto di vista più materiale, invece, non so cosa darei per sentire un palasport o un stadio intero cantare le mie canzoni: forse non sopravviverei neanche abbastanza per raccontarlo.

Video

“Lontano” è la traccia #3 di “Robbè”, l’ep d’esordio di Robbè, autoprodotto e registrato al 6th Floor Recording Studio di Brescia. Per acquistare l’album completo: https://robbemusic.bandcamp.com/releases 

Link Social

Facebook
Youtube