iLiveMusic ha intervistato Sorah Rionda, la vincitrice del contest “Suona al gran bei suoni festival con iLiveMusic”. Abbiamo incontrato un artista emergente molto interessante con molto da dire con la sua musica, messaggi affatto banali dai quali trapela una grande energia positiva e amore verso l’universo. L’artista nata a Cuba propone proprio quello stile musicale congenito del proprio Paese la “Troba tradicional cubana” ma in chiave rivisitata grazie anche alla propria ecletticità. Sorah infatti dall’età di undici anni, quando ha iniziato a suonare la chitarra classica, è riuscita ad abbracciare diversi stili musicali imparando a suonare diversi strumenti anche meno noti come la cornamusa asturiana. Erede di una passione musicale e di una dote cantautoriale tramandata dalla sua bisnonna e suo zio Graciano Gòmez, artista del XX secolo molto noto a Cuba, si è fatta notare nel proprio paese partecipando a diversi festival ma soprattutto nei più importanti teatri cubani e programmi radiotelevisivi. Spostatosi poi in Europa, ha intrapreso l’ardua sfida di far conoscere il proprio stile musicale e la propria cultura in paesi come Francia, Svizzera e anche in Italia. Proprio nel nostro paese ha prodotto il suo primo album nel 2015 “Hebra de luz” dove è riuscita a raccontarci la sua storia mostrandoci la sua amata Cuba come in una cartolina.

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Partiamo dal principio, come e quando è nata la tua passione per la musica?

Venendo da Cuba sono nata con la musica! La musica nel mio Paese è ovunque ed è stato così anche nella mia famiglia. Vengo da una famiglia di artisti: la mia bisnonna Mercedes e mio zio Graciano erano due cantautori. Ho poi continuato la tradizione di famiglia. Anche se ho imparato a suonare la chitarra solo a undici anni, ricordo quando ero molto piccola che la mia bisnonna suonava per me e mi faceva ballare. Quindi la musica è sempre stata presente nella mia vita, fin da piccola giocavo con i tanti strumenti presenti in casa.

Riusciresti a descrivere la tua musica con una parola?

La parola che piu` la rappresenta è “Amore”, come dico anche ai miei allievi, a cui insegno a suonare la chitarra, la musica è come l’amore, va coltivata tutti i giorni! Con lei soffri quando attraversi momenti bui in cui credi di non riuscire più a scrivere e trasmettere, ma allo stesso tempo sperimenti grande energia ed emozioni forti quando ti esibisci in live e riesci a scrivere qualcosa che colpisca le persone.

Qual è il messaggio che vuoi lasciare con i tuoi testi? Hai un’emergenza comunicativa?

Con le mie canzoni e i miei concerti cerco sempre di mandare soprattutto un messaggio di amore che prima di tutto deve essere amore per se stessi! Amando se stessi puoi amare anche gli altri e il mondo intero. In un momento della società dove c’è molto egoismo, dovremmo ricordarci ogni giorno dell’amore verso l’altro.

Ti faccio la domanda a cui molti artisti non vogliono mai rispondere. A quale artista ti ispiri?

Ovviamente oltre che alla mia bisnonna e mio zio, suonando chitarra ho tratto molta ispirazione da suonate classiche come quelle di Johann Sebastian Bach, ma anche da chitarristi compositori moderni come Leo Brouwer e Caetano Veloso. Posso dire poi di trovare ispirazione da molto altro ancora. Comunque ascolto tutti i generi musicali dal folk al reggaeton.

Trovi difficoltà ad affermare il tuo stile musicale in un paese come l’Italia?

Si abbastanza, c’è un problema principalmente culturale. Non riguarda solo il mio genere, ma anche tanti altri generi che in Italia sono più di nicchia. Questo problema persiste in Italia essenzialmente perché fin dalla nascita le persone vengono canalizzate solo verso alcuni generi limitando la diffusione anche di altre proposte musicali. C’è poca curiosità e poca educazione all’ascolto. Non è un problema di adesso, ma di generazioni e generazioni. Mi ha sempre meravigliato questa mancanza di apertura verso tutte le arti in genere proprio perchè l’Italia è la culla della cultura e dell’arte occidentale . Per fortuna ci sono progetti come il vostro con iLiveMusic che cercano di dar spazio proprio a questi generi come il mio, che hanno più difficoltà ad affermarsi. Apprezzo molto quello che fate!

Partendo proprio da quest’ultimo concetto da te espresso, una App gratuita come quella di iLiveMusic, che mette in contatto musicisti ed organizzatori di eventi, come pensi possa essere utile nel mercato musicale italiano?

Ho conosciuto questa fantastica App ad agosto, essendo una persona molto curiosa e vedendo molti colleghi che la usavano ho voluto dargli una passibilità agevolata dal fatto che era totalmente gratuita. Ho creato il profilo e mi sono subito candidata al contest per partecipare al “Gran bei suoni festival di Milano”. Con grande felicità mi è arrivata poi a settembre la notizia di essere stata selezionata per suonare a questo meraviglioso contest. E non è stato il solito contest in cui i musicisti vengono sfruttati senza retribuzione. La vostra App sicuramente mi sarà utile anche per il futuro. Quello che fate è veramente bello e utile per tutti noi artisti!

Lo hai menzionato già tu ma raccontaci meglio la tua esperienza al Gran bei suoni festival di Milano, dove hai suonato grazie al contest lanciato da iLiveMusic.

Nonostante fosse la prima edizione, grazie alla grande organizzazione che sicuramente c’è stata dietro,il contest ha attirato moltissime persone. C’erano veramente tanti spettatori che hanno seguito le esibizioni e che ho visto alla fine rivelarsi molto entusiaste delle nostre performance. Un pubblico curioso che si è lasciato coinvolgere in una location molto naturalistica, in un boschetto in mezzo al verde! E` stata un’esperienza che mi ha lasciato molte emozioni e molta energia positiva. Alla fine della mia esibizione sono uscita di scena con i brividi, avevo la pelle d’oca! Io ho avuto il difficile compito di esibirmi per prima, ma è bastato poco per stemperare la tensione. Ringrazio ancora voi che mi avete dato questa grande occasione e gli organizzatori del “Gran bei suoni festival” che sono stati gentilissimi con tutti noi.

Progetti – date – prossimi concerti/eventi?

Da qualche mese sto lavorando a un nuovo progetto che vorrei diventasse un album a cui ho già dato un nome “Renacer”. In questo nuovo lavoro vorrei raccontare tutti i momenti che hanno cambiato la mia vita negli ultimi anni e che appunto mi hanno fatto rinascere! Vorrei fosse come un album di famiglia. Ho già pronte delle canzoni inedite di mio zio che a Cuba è abbastanza famoso e della mia bisnonna Mercedes. Sono in cerca però di qualcuno che sostenga il mio progetto, spero di trovarlo molto presto. Oltre a questo lavoro importante, mi esibirò a Milano il 22 novembre alla libreria Feltrinelli.

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