iLiveMusic ha intervistato oggi Andrea Visaggio cantante e tastierista dei Talk To Her, la band veneta che ha vinto il contest “iLiveMusic ti porta sul palco del Milf Festival”. Il gruppo formatosi nel 2015, propone un sound post-punk moderno dalle influenze varie che riverberano le sonorità della new wave anni duemila. La band, che lo scorso marzo ha esordito con il primo EP “HOME” si è fatta notare in diversi contest e live. Adesso, in esclusiva su iLiveMusic, annuncia il prossimo progetto che è quello della realizzazione di un album, in uscita nel 2019.

Partiamo dal principio, come nasce il nome della band?

Il nome nasce da un messaggio generico che volevamo lanciare, un invito a comunicare e a chiarire questioni, piuttosto che tenersi tutto dentro. Il concetto di “Her” non indica un soggetto in particolare, nemmeno prevalentemente il genere femminile, rappresenta piuttosto il motivo dei propri pensieri, dovuti alla mancata espressione delle proprie emozioni, positive o negative che siano. Può essere una lei ma anche un lui, un amante come un familiare o qualsiasi altra persona a cui si tiene.

C’è un artista o un gruppo a cui vi ispirate particolarmente?

Non in particolare, ognuno di noi ha i propri ascolti quindi diverse influenze, che però con il tempo mutano come muta il genere musicale degli artisti stessi ispiratori. Per noi all’inizio sono stati sicuramente importanti gruppi come Interpol, Editors, White Lies, poi ognuno di noi porta le proprie influenze, che sono fondamentali per la creazione di ogni nostro nuovo brano.

Riusciresti a descrivere la vostra musica con tre aggettivi?

Senza alcun dubbio ti rispondo dicendo: Energica, Potente e Scura. I primi due aggettivi racchiudono la nostra musica, i nostri suoni, ma soprattutto il nostro modo di esibirci: amiamo lasciarci trasportare dalla musica coinvolgendo il nostro pubblico, affidando a tal proposito un ruolo centrale alla sezione ritmica . Scura invece è un aggettivo che rimanda all’influenza New Wave e Post Punk, che caratterizza senza dubbio la voce e le atmosfere che vogliamo dare alle nostre canzoni.

Raccontaci la vostra prima esperienza “live”: sensazioni, ricordi e tutto ciò che ricordate con emozione.

La prima volta che ci siamo esibiti era ad un festival poco a sud di Padova, ma il momento più emozionante dei nostri inizi è sicuramente il nostro secondo live, al contest per band emergenti organizzato dal “Rise Festival”. Noi dei Talk To Her non amiamo particolarmente i contest, ma in quel caso ci sembrava una buona occasione per il gruppo appena formato e così abbiamo deciso di parteciparvi. Salendo sul palco abbiamo percepito una grande emozione ma ci siamo fatti trovare pronti e carichi riscuotendo molto successo non solo tra il pubblico ma anche dalla giuria, tanto da arrivare secondi!

La predisposizione del gruppo ai trionfi nei contest si è vista anche dalla vittoria di quello organizzato da iLiveMusic per suonare sul palco del MILF di Ferrara. La direzione artistica vi ha scelto tra più di cento candidature, potete raccontarci l’esperienza di questo festival?

Avevamo mandato la candidatura tanto per provare, non prendendo quasi in considerazione l’idea di essere selezionati. Quando è arrivata la chiamata da iLiveMusic e il “MILF Festival ” siamo rimasti veramente sorpresi ed entusiasti. L’esperienza è stata sicuramente molto positiva, lo staff del MILF è stato molto gentile assecondandoci in ogni richiesta e facendosi sentire davvero a casa. Parlando poi dell’esibizione è stata un emozione salire sul palco prima di Godblesscomputer, un artista che ha contribuito notevolmente alle nostre influenze artistiche. La cosa che ci ha colpito è stato anche il pubblico, formato da persone veramente amanti della musica e artisti esordienti, quindi più dediti ad apprezzare generi musicali meno commerciali e popolari in Italia. Avere questo pubblico davanti è stato bello, oltre che stimolante. Ringraziamo sicuramente gli organizzatori del festival e voi che ci avete dato questa possibilità inaspettata.

Talk to her (2)

Una App gratuita come quella di iLiveMusic, che mette in contatto musicisti ed organizzatori di eventi, come pensate possa essere utile nel mercato musicale italiano?

Il vostro è un progetto che apprezziamo moltissimo, riconosciamo il vostro contributo per noi artisti. Purtroppo siamo in un momento in Italia dove l’industria musicale non mostra attenzione per gli artisti di generi poco seguiti nel Paese preferendo piuttosto molti altri artisti più commerciali e a volte di poco talento. Vediamo molti concorsi quasi inaccessibili per noi perché suoniamo un genere lontano dai gusti commerciali di massa, invece voi di iLiveMusic non vi piegate ai gusti delle industrie e in modo limpido date una opportunità a tutti.

Il vostro ultimo lavoro si chiama HOME. Oltre a quanto avete già descritto nella vostra presentazione sulla pagina di fb, la casa è anche il luogo identitario per eccellenza, si organizza lo spazio a seconda del proprio modo di essere. Quindi arrivo a chiedervi questo EP che tipo di casa è: una villa, un appartamento in affitto, un attico, un casale e perché?

La posso descrivere paragonandola a quella casa da cui ogni giorno vuoi scappare, ma dove poi non vedi l’ora di tornare nei momenti più duri e faticosi. Un po’ come quando finisci una giornata dura, o torni all’alba da una serata, e corri in quella casa che è tua, è il luogo in cui trovi maggior conforto e riparo.

Cosa farete nei prossimi mesi? Avete delle nuove date, nuove idee di performance, collaborazioni Etc Etc…?

Nei prossimi mesi abbiamo in programma innanzitutto un tour per il centro Italia di cui non posso dirvi molto perché è ancora tutto top secret, ma da cui ci aspettiamo molto. Finiti gli impegni live ci prepareremo a registrare il nostro primo album sotto l’etichetta “Shyrec”, che già dai tempi di HOME ha creduto in noi. È un progetto a cui teniamo particolarmente e che ci auguriamo veda luce prima della fine del 2019. Sarà per noi un sogno che si realizza, abbiamo realizzato molti EP già nei diversi gruppi di provenienza ma le emozioni di creare un album son senza dubbio tutt’altra cosa.

Avete un sogno da realizzare in ambito artistico/musicale?

Fare grandi progetti non mi piace, penso sia meglio essere concreti per non rischiare di illudersi, quindi potenzialmente cadere nello sconforto e perdere le certezze che abbiamo. Ad essere sincero per noi già la realizzazione di un album è un sogno che si realizza: ce la stiamo mettendo tutta, staremo a vedere poi a cosa ci potrà portare!