Giovedì 15 Novembre torna l’appuntamento con It’s up 2U  a Largo Venue e tra gli artisti partecipanti al contest ci saranno anche i Vincent, i quali sono riusciti a partecipare grazie la candidatura sull’App GRATUITA di iLiveMusic.

I Vincent sono una rock band romana nata nel 2014 dall’incontro di Matteo Galoni (voce/basso/chitarra acustica), Lorenzo Lupi (batteria) e Massimo della Vecchia (chitarra elettrica). Nell’aprile dello stesso anno pubblicano il loro primo EP “Lì sospeso” composto da quattro brani di cui di uno viene realizzato anche un video “Vieni a prendermi“. Ad aprile 2018 esce il loro secondo videoclip per la canzone “La vita che volevi” che introduce il loro primo album “Partire dal meglio” uscito lo scorso agosto.

Intervista

Come nasce la vostra passione per la musica? Come è nata l’idea di creare il gruppo?

Ci siamo avvicinati alla musica con percorsi diversi, nei primi anni del liceo ognuno di noi suonava in un suo gruppo e faceva le prime esperienze. Anche se non direttamente, ci conoscevamo perché frequentavamo lo stesso ambiente. L’idea del gruppo è nata dal nostro chitarrista Massimo che ci ha contattato perché voleva tirare su una situazione nuova e aveva pensato a noi. L’idea di partenza era quella di dare al gruppo un nome di persona che ci identificasse e in un cassetto, frutto di una di quelle esperienze passate di cui parlavamo prima, c’era proprio la canzone Vincent, presente nel nostro primo EP. IL gioco era fatto.

Vi ispirate a qualche artista? Se poteste scegliere di fare una collaborazione con un altro musicista o altra band, chi scegliereste?

Abbiamo cercato di mescolare i nostri ascolti per ricavarne un sound quanto più personale. Lorenzo il grunge, Massimo il blues/rock e Matteo il british pop. Ci sono degli ascolti però che sono stati fondamentali e che ci accomunano: Bon Iver, Kings of leon, Ben Howard e la scuola romana in generale: Niccolò Fabi, Riccardo Sinigallia, Daniele Silvestri, Tiromancino. Riguardo una collaborazione sarebbe bello vedere insieme Fabi, Bon Iver e noi Vincent: non sarebbe una miscela esplosiva?

Qual è stato il processo creativo che ha portato alla nascita dell’Album “Partire dal meglio”? Si è vista chiaramente la vostra anima pop rock, i brani sono nati dall’ispirazione di qualcuno o avete unito le forze nella composizione dei brani?

La fase di composizione dell’album è durata circa due anni. Matteo ci faceva ascoltare delle idee con una struttura delineata ma ancora in una fase embrionale. Io e Lorenzo lavoravano sull’arrangiamento. Poi ci sono delle canzoni che nascono in sala prove dove tutto parte da un riff di chitarra, poi la melodia e alla fine il testo.

Progetto senza titolo (1)

Sempre parlando del vostro album, sono arrivati dei feedback positivi che vi hanno fatto particolarmente piacere?

Sì, ci hanno fatto piacere degli apprezzamenti sulla qualità del sound e sugli arrangiamenti. Siamo molto meticolosi da questo punto di vista e dedichiamo molto tempo alla ricerca del suono. Altro feedback positivo è arrivato su alcuni brani in cui chi li ha ascoltati si è identificato. Quando succede questo si capisce di aver fatto un buon lavoro.

Come descrivereste il vostro stare su un palcoscenico durante un’esibizione?

Stare su un palcoscenico ci lega e ci rende complici, fa uscire quella parte di noi che altrimenti nessuno vedrebbe, riusciamo ad essere in sintonia e a dare il meglio, tirare fuori quello che non hai mai detto o mai gridato. Nei nostri pezzi c’è molta dinamica, si parte con delle strofe tranquille e si arriva a finali esplosivi: siamo delle “bombe ad orologeria”, quando meno te lo aspetti attiviamo il detonatore.

Un’App gratuita come quella di iLiveMusic, che mette in contatto musicisti ed organizzatori di eventi, come pensate possa essere utile nel mercato musicale italiano?

ILiveMusic può dare il suo contributo per abbattere il muro che c’è tra gli artisti e chi organizza gli eventi. Può incentivare i locali e tutti gli addetti del settore a credere di più nella musica originale. L’app è una vetrina per tutti quelli che coltivano questa passione ed è una rete che mette in contatto i musicisti, può ricreare quel fermento necessario per far si che si continui ad investire sulla musica, che deve rimanere protagonista.