iLiveMusic ha intervistato oggi Alessandro Meneghello chitarrista dei Zagreb, la  band veneta che ha vinto il contest “iLiveMusic ti porta sul palco del Milf Festival”.

I Zagreb nascono nel 2014 tra Treviso e Padova dall’idea di quattro musicisti attivi già  da diversi anni nella scena underground locale. Di lì a poco pubblicano il loro primo singolo “Ermetico” e iniziano a farsi notare esibendosi in molti live su palchi anche di spessore. Nel 2015 esce il loro primo album “Fantasmi ubriachi” che mostra chiaramente il loro stile electronic-rock. Nel 2018 esce il loro secondo album “Palude” che attualmente portano in giro per l’Italia in tour. In esclusiva per iLiveMusic annunciano a sorpresa la produzione nel 2019 di un altro nuovo album.

Una band che non ha paura di osare e sperimentare che abbonda di idee e aspettative.

 

Partiamo dal principio, come e quando è nata la vostra passione per la musica?

Domanda molto difficile. Io credo che la passione per la musica è qualcosa che uno ha dentro fin dalla nascita e poi ha la fortuna di riconoscere e sviluppare con il tempo. Sicuramente poi ci sono stati album in particolare che mi hanno cambiato la vita, ad esempio “Ten” dei Pearl Jam mi ha fatto venir voglia di prendere la chitarra in mano ed iniziare a suonare. Mentre un altro album fondamentale per me è stato “The colour and the shape” dei Foo Fighters che mi ha invece dato il coraggio di perseguire la mia strada artistica.

Quali sono le  vostre fonti d’ispirazione? 

Ognuno ha sicuramente le proprie influenze, ognuno ha vent’anni di esperienze musicali ed influenze molto diverse: c’è chi subisce maggiori influenze dal punk, altri dal blues oppure come il nostro cantante ha avuto esperienze pregresse di cantautorato e ancora oggi ne subisce l’influenza. Parlando di me, non ho punti di riferimento specifici attualmente, propongo un genere tutto mio. Questa nostra eterogeneità ci permette di avere uno stile unico, chi ha provato a compararci ad altri si è sempre dovuto ricredere.

Come nasce il nome della band?

La storia del nome nonostante la sua particolarità non porta in sé nessuna storia romantica. In realtà tutto nasce quando il nostro cantante Alessandro fece un viaggio in Croazia a Zagabria quando il gruppo si era appena formato. Tornato in Italia ci raccontò di quanto fosse rimasto colpito dai tanti cani randagi che andavano in giro per le strade della città croata. Dovendo trovare ancora il nome alla band ci venne l’idea di chiamarci “I cani di Zagreb”, riconoscendo però fosse troppo lungo abbiamo deciso di tenere soltanto “Zagreb”. Questo nome è piaciuto subito a tutti anche perché aveva quel suono ruvido e spigoloso che è affine alla musica che proponiamo

Come affrontate il processo creativo alla base di un album? Avete dei ruoli definiti o unite le vostre forze? Come è nato l’ultimo album?

In genere percorriamo entrambe le strade, la maggior parte dei pezzi nasce dal cantante Alessandro che ci propone un testo e un incipit di melodia e noi cerchiamo di riarrangiarlo successivamente, altre volte invece nasce da idee e improvvisazioni di tutti durante le prove. Ad esempio parlando del nostro ultimo album “Palude”,  pezzi come “Nel buio” o “Cerebrale” sono nate da jam session  e solo successivamente è stato scritto il testo, nel primo caso dallo stesso Alessandro, nel secondo invece è stato ispirato da una idea di Ermanno, il nostro bassista.

 Come descrivereste il vostro stare su un palcoscenico durante un’esibizione?

I live per noi sono fondamentali, senza di loro ci saremmo sciolti da tempo. Noi non siamo come molti gruppi che fanno dei live qualcosa di secondario dando priorità alla produzione di brani e album; per noi i live sono essenziali. I nostri brani portano con sé non solo l’emozione di quando li scriviamo o li proviamo da soli, ma veicolano anche tutte le emozioni percepite durante le nostre esibizioni davanti a un pubblico. Tutto quello che scriviamo deve essere portato sul palcoscenico dove ci esibiamo recitando una parte ed esprimiamo le emozioni che proviamo in sala quando componiamo.  Questa parte che esibiamo è la nostra parte più vera, sul palco esibiamo la parte più creativa che nella vita di tutti i giorni magari nascondiamo. Possiamo dire quindi che sul palco recitiamo noi stessi, interpretiamo la nostra parte più vera.

Raccontateci la vostra esperienza al contes Milf di Ferrara, dove siete riusciti a suonare grazie al contest lanciato da iLiveMusic. Cosa vi ha spinto a partecipare al contest?

Per noi è stato molto emozionante partecipare a questo evento, conoscevamo la realtà del Contrarock, gli ideatori del Milf festival, avendo partecipato come pubblico ad altri loro eventi. Essere invece ora dalla parte dell’artista che si esibisce ci ha suscitato grande emozioni. Ferrara la conosciamo bene come città, lì abbiamo registrato i nostri album quindi è come se avessimo suonato in casa. Abbiamo deciso di partecipare non solo per la fame di live che abbiamo, ma anche per avere un feedback da chi ci seguiva, se restavamo ancora convincenti e piacevoli con le nostre esibizioni. Vedendo i risultati possiamo sentirci soddisfatti, Il pubblico ha dato una risposta positiva, è stato veramente caloroso, li abbiamo visti molto presi dalle nostre esibizioni.

pgjj

Una App gratuita come quella di iLiveMusic, che mette in contatto musicisti ed organizzatori di eventi, come pensate possa essere utile nel mercato musicale italiano?

Crediamo sia un grandissimo strumento dalle enormi potenzialità. Questa app oltre ad essere totalmente gratuita, permette di dare spazio e possibilità a gruppi che non riuscirebbero mai ad avere in altri modi. Anche noi ci siamo esibiti grazie ad iLiveMusic in realtà inimmaginabili. Questo è uno strumento che può davvero dare uno slancio fortissimo all’ambiente underground che nel nostro Paese fatica ad imporsi a causa della forte presenza di pochi generi commerciali.

Cosa farete nei prossimi mesi?  Avete Nuove date, nuove idee di performance, collaborazioni etc etc?

Questo inverno saremo molto attivi, continueremo a portare in giro per l’Italia il nostro ultimo album “Palude” attraverso il tour L’inverno addosso, ci esibiremo tra le tante date anche a Milano, Bologna, Torino, Roma e Imperia. Oltre al nostro tour sono in programma per il periodo natalizio tre date speciali in cui ci esibiremo unplugged tralasciando momentaneamente l’elettronica.  Soprattutto però stiamo già preparando il disco nuovo, abbiamo già in cantiere più di dieci brani dove vorremmo fare qualcosa di nuovo e sperimentale.