Live Concerto Nick Cave @ PalaLottomatica, Roma 8 Novembre

Per la serie foto inutili che si scattano ai concerti con gli smartphone #44 potete non crederci ma lui è Nick Cave.

Nick Cave mi ha fatto venire in mente uno dei versi più perturbanti degli anni 80. “Abbassare la luce per fare la pace” di Albano e Romina. Perché al suo live concerto grazie a pezzi come “Tupelo” e “Mercy Seat” ho fatto pace nuovamente con quella controversa decade musicale.

Assistere a un concerto di Nick Cave significa rompere l’argine neurologico che impedisce alle pulsioni viscerali di strabordare. 

Live Concerto Nick Cave @ Palalottomatica roma

Nick Cave è uno sciamano dal portamento elegante e maleducato. Un cardinale che celebra una messa musicale laica.
Quasi mai rassicurante se non nelle ballate al piano, la sua presenza è oscura e luminosa al contempo. Come la notte che ruba silenzi e regala paure da affrontare per poi essere superate.

Warren Ellis col suo violino e tutti i Bad Seeds sono la schiena dritta sulla quale il messianico australiano si poggia.

Alcuni arrangiamenti ricordano gli Einstürzende Neubauten. Alcune code lisergiche dei pezzi assecondano la necessaria sublimazione del dolore che Nick Cave in ogni live concerto canalizza in autentiche e sincere esplosioni vocali.

Impossibile che qualcosa del genere si possa fingere. C’è l’espiazione e un impeto che passa dalla rielaborazione di ciò che sedimenta dentro l’uomo che soffre.

Nick Cave riesce a spezzare le catene che avvalgono il suo mito. Fa salire il pubblico sul palco durante i bis,  si tuffa nella platea ricercando il contatto fisico, ma rifugge dagli igers armati di telefonini. Mette in scena la microStoria non accogliendo le stories di instagram.

live concerto nick cave @ PalaLottomatica roma

Nick Cave è un poeta nella misura in cui la poesia è la testimonianza di un fallimento. Dallo scontro tra il desiderio di superare le lancinanti miserie della vita e la finitezza delle parole reali. E per una volta la chiave per raccontare un concerto non è tecnica ma emotiva. Perché la tecnica è fuori discussione e la proposta musicale rientra nella mia categoria mentale sotto la parola finita “Arte“.