Live Concerto Iggy Pop @ Medimex, Bari 10 giugno 2017

Per la serie foto inutili che si scattano ai Live Concerto con gli smartphone numero 30  potete non crederci ma lui è Iggy Pop.

Parte 1 – Nude & Rude:
Prendetela come volete ma sabato scorso a Bari, forse per la prima volta in vita mia, ho pianto come un “regazzino”. È stato un pianto improvviso e spontaneo…credo fosse di felicità.

La cosa bella è che non mi vergogno a dirlo, perché se esiste una involontaria lezione che possiamo apprendere da un giovane vecchio uomo del Michigan, questa è che bisogna sempre essere se stessi…nude & rude!!
Banale…pensate che lo sia?

Bene, ora provate a pensate agli artisti di oggi. A quel circo mediatico dopo un loro primo lavoro. Al flusso di verdi bigliettoni che gli girano intorno, al divismo nel quale si sentono avvolti e ai loro imposti stili di vita depositati direttamente alla SIAE.
Vi sembra davvero un messaggio così banale?

Dal 1963, James Newell Osterberg Jr. non ha mai speso un dollaro per una maglietta. (Credo neanche per un paio di mutande.) L’ostentazione di quel corpo nudo è la più grande rappresentazione di coerenza che esista.
Fedele alla linea…asciutta e ruvida, sinuosa ed energica come solo lui. L’età non è un vincolo ma una spinta motrice. Le ferite, l’operazioni, gli acciacchi sono solo trofei.

Il punk e il rock? Tre fottuti semplicissimi accordi che suonano l’immensità di un linguaggio universale. Come “I Wanna Be Your Dog” sporco e ossessivo inno per noi animali da sotto palco, ma io sono ancora intento ad attraversare le 80mila persone accorse.

“Gimme Danger” mi esalto ma sono ancora a metà strada. Attacca senza sosta il mitico riff di Ricky Gardiner per The “Passenger” e sono finalmente difronte a l’Iguana. “Lust For Life” è puro sfogo/pogo per chi “ha scelto la vita”.”Sixteen”, “Skull Ring”, “Some Weird Sin”, “Repo Man”.

Live Concerto di Iggy Pop sul palco del Medimex Festival a Bari il 10 giugno 2017

Live Concerto di Iggy Pop sul palco del Medimex Festival a Bari il 10 giugno 2017

Si dimena Iggy, zoppicante scende più volte tra il pubblico e risale sul palco. Si getta litri e litri d’acqua in faccia…la pelle la assorbe e siamo subito nel 1970. Non è una star e non recita un copione, è semplicemente se stesso anche a costo di sembrare The Idiot. (primo album solista del 1977). Perché idioti lo siamo tutti e la grandezza sta anche nel riconoscerlo. Ancora dosi di grinta con “Sick Of You”, “Search & Destroy”, “Down On The Street” degli Stooges.  Poi alterna la sua produzione solista con “Repo Man” e “Mass Production” chiudendo la prima parte di un Concerto Live durante il quale i 70 anni restano solo una cavillosa precisazione anagrafica.

Seguono Gardenia dell’ultimo bellissimo lavoro (dove partecipa il roscio dei Queen Of The Stone Age). Poi di nuovo Stooges con “No Fun”, “1969”, “TV Eye”, “Real Wild Child”, “Candy” e gran finale con “Real Cool Time”. Ma il fuoco sul quale Iggy ha soffiato non si placa. La sua gente lo vuole e lo incita e sul rabbioso ritorno sul palco per i bis. Nel finale sta la chiave di volta di una esibizione che per i presenti resterà “il Live Concerto della vita”.
E questa chiave di volta verte su un paradosso che vi scriverò.

Parte 2 – La Svolta Della Chiave Di Volta:
Nonostante la musica come ogni altra forma d’arte e non, vive e si alimenta di necessari introiti, qualora queste forme universali di linguaggio riescano a liberarsi dalle catene del profitto, ritornano a essere di quel popolo che ne ha sancito la grandezza.
Chiaro, nò?!

Medimex (onori e lode a questo gran festival), ha reso gratuito questo concerto. Nessun biglietto con prezzi da strozzino, nessun fan improvvisato o modaiolo, nessuna puerile fase concitata di partecipazione ad un evento qualsiasi a caso.
Lo spirito che si respirava per Bari, la gente che è accorsa da tutta Italia è stata vera e intensa.
Il padre di famiglia che ha rispolverato la vecchia t-shirt di Siouxie.  La ragazzina cresciuta con i vecchi lp del fratello maggiore. Punkettoni, dark, rocker di ogni età, musicisti, estimatori, “veri” fans: c’erano tutti!

Questa è stata la magia e questo è stato quello che Iggy ha sentito, dandoci (non senza rischio) il suo 8×1000. I bis sono stati la cosa più energica e rabbiosa a cui abbia mai assistito. Urla Iggy, si toglie la fibbia di pelle dal pantalone (in molti hanno pensato “mo lo esce”), frusta il palco e la batteria, strozza l’asta del microfono, la lancia verso le casse, zompa e si dimena. Fino a crollare a terra stremato. Malore? No…lui è l’Iguana, sta solo ascoltando la sua gente che lo chiama a squarciagola, sta godendo di quell’attimo di infinito.

Poi accade la cosa più rock che abbia mai visto. Si alza, ci guarda e fa un enorme incredibile sorriso. Manda due baci a piene mani e zoppicando se ne va. Forse è stato lì che ho iniziato a piangere felice, quando ho capito che avevo appena vissuto il “concerto della vita”.

Caro Iggy, Bowie non ha salvato solo te dalla morte, ma ha salvato tutti noi…e il tuo suono vivrà per sempre nei solchi della pelle che il tempo ci imprimerà addosso!