Live Concerto Ryan Adams @ Cavea Auditorium , Roma 11 Luglio 2017

Per la serie foto inutili che si scattano ai Live Concerto con gli smartphone numero 33  potete non crederci ma lui è Ryan Adams.

Testa bassa, capelli sugli occhi e mani ad accarezzare accordi. E’ stata questa la data del Live Concerto romano di Ryan Adams. Affrontata un po’ come tutti i suoi 20 anni di carriera. Una discografia fatta di alti e bassi ma con la coerenza propria dei grandissimi della storia del rock. Eppure la cavea romana ha offerto un colpo d’occhio a dir poco miserevole per un artista che solo in questo tour aveva inanellato un sold out dietro l’altro.

Live Concerto Ryan Adams sul palco della Cavea Auditorium, a Roma 11 Luglio 2017

Live Concerto, particolare del palco di Ryan Adams  della Cavea Auditorium, 11 Luglio 2017

Forse sarà stata proprio questa sparuta presenza del pubblico romano ad aver indispettito il rocker di Jacksonville. Dopo una partenza fulminea con le tiratissime “Do you still love me” e “Gimme something good”, è scivolato in una spirale autistica per una bella mezz’ora di concerto. Poi improvvisamente il rumore è cessato. Le luci si sono spente ed un cielo stellato ha introdotto una “When the stars go blue” da brividi. Il pubblico si è scaldato ed il Live Concerto è finalmente decollato. Le mani di Ryan si sono sciolte ed il suono è divenuto di nuovo quello dei suoi ultimi tre album. Il suo muro di chitarre a metà strada tra Tom Petty e gli Smiths.

Ma Ryan sembra proprio non voler lasciarsi scaldare dal pubblico e dopo una “We disappear” struggente si ricaccia nel suo buco chiudendo “Peaceful valley” con un’infinita coda strumentale, dove l’anima lascia il posto all’esemplare tecnica di Adams e della sua band. Il concerto si chiude bruscamente con “Shakedown on 9th street” ed inutili sono i continui richiami del pubblico. Le luci si accendono ed il sogno rimane interrotto, ma sempre di sogno si è trattato. (Patrizio Schina)