Live Concerto U2 @ Stadio Olimpico, Roma 15 Luglio 2017

Per la serie foto inutili che si scattano ai Live Concerto con gli smartphone numero 32  potete non crederci ma loro sono gli U2.

C’è un’assurda quanto illogica fascinazione verso tutti gli artisti che hanno volontariamente o involontariamente subito un trapasso prematuro. È strano. È come se reputassimo il giovane trapassato, insignito di una qualche sensibilità creativa ultraterrena che i condannati a una “probabile” vecchiaia,  non arriveranno mai ad avere.

Ecco…se c’è una colpa che possiamo imputare a Bono e gli altri 3 aereo spia americani (U2), è sicuramente quella di non essere trapassati subito dopo il Pop Mart Tour! O forse così è stato. Perché dal 1997 in poi ce l’hanno messa davvero tutta per uccidere l’immenso patrimonio musicale che ci hanno regalato.

Canzoncine da stadio intrise di coretti alla “uuuh uuuuh”, “ooooh oh oh oooh” e “un dos tres”. ( Nemmeno Ricky Martin avrebbe osato cosiì tanto) . Stridevano tremendamente con la potenza lirica di una Sunday Bloody Sunday o l’incredibile sperimentazione sonora di Zooropa. E così nel 2010, alla fine di un imbarazzante Live Concerto del 360° Tour avevo posto un fiore su quell’inutile e pomposo palco. Dissi addio per sempre alla band che aveva plasmato la mia cultura musicale. (Il mio primo LP a 10 anni è stato The Unforgettable Fire. Amore incondizionato).

Passano gli anni, Berlusconi invecchia  benissimo e rioccupa l’agenda politica. Mick Jagger a 72 anni praticamente rinasce a nuova vita. Addirittura tra una tournèe e l’altra, trova il tempo di sfornare l’ottavo figlio. Su un giornale web vedo la foto di Paolo Limiti che annuncia un nuovo Tour per celebrare il trentennale di “The Josua Tree”…ma guardo meglio …è Bono Vox!

“Caspiterina com’è invecchiato male!! “…penso spietatamente, anche perché la cosa oramai non era più affar mio.

Sono le 21 e se bene non mi trovi sul prato la visuale è perfetta.Non ho aspettative per questo Live Concerto, in fondo “non sono più gli U2 di una volta”.
Da un palchetto al centro dello stadio parte un rullo di tamburi, come una marcia miltare: è Sunday Bloody Sunday.

Quattro brani, quattro per ricordarci la loro scalata al successo prima dell’albero Joshua, eseguiti senza fronzoli o effetti scenici. A Pride penso alla voce di Bono, a quali vette è riuscito a raggiungere in brani come questo.

Il timbro è ancora suo e il pubblico lo aiuta in un ritornello che scalfirebbe qualsiasi corda vocale. Caspiterina che inizio, potente e semplice ma sono ancora scettico.E poi “Caspiterina com’è invecchiato male !”
Salgono sul palco e inizia la celebrazione del Joshua Tree.

Live Concerto con L'albero di Joshua stilizzato dalla copertina dell'omonimo album del 1987

L’albero di Joshua stilizzato dalla copertina dell’omonimo album del 1987

Si accende il megaschermo dietro di loro e le immagini di una deserta strada in movimento accompagnano un fievole organo da chiesa. Where The Streets Have No Name e inizia il viaggio.

Decido di chiudere gli occhi e ascoltare … e … non so. Mi è accaduta una cosa strana:
I wanna run“…e sono li a correre, paffuto pischelletto dietro i miei compagni di scuola, con un bagaglio leggero di sogni e la voglia di saltare muri come un atleta di 120kg.
Solo per essere con te” e i suoi occhi e le sue labbra ora escono fuori dalle nebbie del passato quasi da poterle toccare. Per chi ha messo a dura prova il mio battito cardiaco, per chi mi ha fatto immaginare per la prima volta cosa potesse essere l’amore.
With or without you non si può vivere…solo provarci.

La fine dell’innocenza arriva senza preavviso. È un attimo spietato e irreversibile, ma io la dedico a te amico mio, come ogni volta. Come tutte le volte. E poi Bullet in the blue sky in una manifestazione per la pace. Perché gli echi di una guerra anche se lontana non possono lasciarci indifferenti. (Un po’ anche per moda, ora posso confessarlo). Presi una manganellata… dolorosa.

Running to stand still e rivedo mia sorella. Quante cose avrei voluto raccontarti. I miei viaggi con gli amici “Trip through Your wires“, le paure e le vittorie One tree hill, le cazzate, le passioni, quella ragazza di Milano, la mia vita a Barcellona e come ne sono fortunatamente uscito fuori…”Exit“!
Apro gli occhi e guardo le migliaia di persone intorno a me. Un emerito sconosciuto compra una birra e me la offre “si vive una volta sola fratè”, un’altra ragazza mai vista prima mi abbraccia felice.
Capisco.

La vita ci porta a scordare la vita stessa che abbiamo vissuto…e le canzoni sono lì a ricordarcela nel bene e nel male. Quattro fottutissime note con un potere così grande che chiunque ne sia il fautore, dovrebbe vivere in eterno.
Continua pure a invecchiare Bono, perché non è mica una colpa. Scrivi pure ciò che vuoi, sforna dischi su dischi poiché stasera ho firmato il mio armistizio. Perché stasera ho capito che siete sempre stati e sempre sarete la band della mia vita.
Se non fosse per quei capelli alla Paolo Limiti però.