Dopo un anno di grande soddisfazioni con l’uscita dell’album d’esordio “You On The Other Hand“, seguito dai live in giro per il sud Italia, i Goød Falafel hanno conquistato anche il pubblico dell’Indiegeno Fest.

La band elettronica ha suonato live in uno dei festival di spicco del nostro Paese, che ogni anno chiama migliaia di persone da tutta Italia con live dei cosiddetti “big” e di artisti emergenti. In particolare tra i tanti nomi saliti sul palco del festival siciliano, oltre ai  Goød Falafel, abbiamo potuto ascoltare: Daniele Silvestri, Coma Cosa, Carl Brave, Clavdio, Margherita Vicario, Myss Keta, Franco 126 e molti altri…

I Goød Falafel, hanno avuto la possibilità di suonare all’Indiegeno dopo essere stati selezionati dagli organizzatori del festival tramite il portale di iLiveMusic (App + Sito Web), lo strumento che consente l’incontro tra domanda e offerta nel mondo della musica, che ha veicolato centinaia di eventi live.

Ma chi sono i Goød Falafel? Abbiamo intervistato Laura Messina, cantante della band, ripercorrendo quest’anno importante per loro, scoprendo i segreti dietro la composizione dei loro brani, le influenze e molte altre curiosità.

Come nasce il nome Goød Falafel?

È ispirato ad un bellissimo film del 2001 del regista Richard Lowestain, “He died with Falafel in his hand“. Eravamo un po’ più giovani con tante idee ma tutte confuse. Ci siamo rivisti molto nel protagonista del film che oltretutto una colonna sonora davvero meravigliosa di artisti come Nick Cave, Moby e The Stranglers con la loro “Golden Brown” su tutte, che ti fa sentire come sopra ad un carosello che gira veloce fondendo e confondendo i pensieri.

Il vostro sound elettronico che strizza l’occhio a una New Wave mai tramontata, dove trova origine? Avete influenze verso band specifiche? Al fianco di chi vi piacerebbe suonare?

Ci avete sgamato! In effetti la musica degli anni ’80 ci ha segnato particolarmente. Ne apprezziamo tutte le varie sfaccettature e colori, dalla prima sinth pop di gruppi come i Depeche Mode, I Tears for Fears, o gli Ultravox , fino alla parte più scura della New Wave dei Joy Division, dei Sister of Mercy o dei Bauhaus tra tanti altri! Con chi vorremmo suonare? Visto che dobbiamo viaggiare d’immaginazione a questo punto facciamo un festival!!! la line up idelae vedrebbe on stage i Goød Falafel, The Cure, Gang of Four, Kraftwerk, Depeche Mode, Radiohead, Portishead, Blonde Redhead, Twin Shadow, Bat for Lashes e per la parte più elettronica della serata Bonobo, Four Tet, Jon Hopkins, Moderat e David August.Che dite si può fare?

Come affrontate il processo creativo alla base di un album? Avete dei ruoli definiti o unite le vostre forze?

Abbiamo iniziato improvvisando tutti insieme, così quando trovavamo quel giro o quegli accordi che ci catturavano ci concentravamo sul loro sviluppo, con il tempo però abbiamo sentito la necessità di organizzare un po’ meglio il processo creativo soprattutto perché crescendo le vite di ognuno di noi si sono ovviamente incasinate per via del lavoro e tutto. Adesso quindi abbiamo un metodo un po’ più sistematico! Solitamente iniziamo con le basi che prepara Vincenzo Schillaci, poi tocca a me scrivere i testi e le melodie della voce, il tutto viene poi completato dalle chitarre di Sergio Schifano, così una volta raggiunta una buona base di partenza ci si vede per suonare i brani insieme preparali per il live.

Ripensando alle vostre passate esibizioni, c’è un aneddoto divertente che vi è accaduto che volete condividere con noi?

L’incontro con il mitico Ruggero dello storico Blue Dahlia!! Chi fa musica da tempo non potrà non conoscerlo, da lì sono passati tantissimi gruppi, tra cui moltissimi nostri amici!! Al rientro dalla serata abbiamo postato una foto con lui e il caro Alessandro Alosi (Il Pan del diavolo n.d.r), ha prontamente commentato “Nessuno era mai riuscito a fotografarlo prima!” Piccoli grandi successi!

Un anno da ricordare quello che i Goød Falafel hanno appena vissuto, prima l’uscita dell’album “You On The Other Hand” poi il tour in Sicilia e sud Italia. Cosa vi portate dietro questo incredibile anno?

Suonare in giro è sempre un’ emozione incredibile! Conoscere nuova gente, condividere con loro impressioni ed esperienze è qualcosa che ti fa crescere tantissimo! È bello quando alla fine di un concerto una persona si avvicina per dirti che gli hai trasmesso emozioni felici o per ringraziarti per avergli riportato alla mente il ricordo di un amico ormai lontano con cui condivideva l’amore per la musica. Il live per ogni musicista è davvero un importantissimo momento di crescita emotiva, fare musica non avrebbe senso se non ci fossero questi momenti.

Goød Falafel sul palco dell'Indiegeno Fest

Goød Falafel sul palco dell’Indiegeno Fest

Un’annata conclusa con il live sul palco dell’Indiegeno Fest nel Golfo di Patti. Avete suonato al festival dopo essere stati selezionati sull’App di iLiveMusic: ve lo aspettavate? Raccontateci qualcosa di questa esperienza.

Essere selezionati è stata una bellissima sorpresa! Non conoscevamo ancora l’App di iLiveMusic, poi girovagando su internet siamo finiti sulla pagina dell’Indigeno Fest che pubblicizzava il contest!! Abbiamo caricato i brani e dopo qualche tempo è arrivata la bella notizia!! Il live è stato all’ altezza delle nostre aspettative, se non di più!! Abbiamo suonato su un palco meraviglioso e davanti a tanta gente che ci ha mostrato affetto e partecipazione nonostante fossimo un po’ gli outsider della situazione, data la diversità del nostro genere musicale rispetto ai gruppi che hanno suonato con noi quella sera (Coma Cose, Margherita Vicario, IZI e B. puntato n.d.r). I ragazzi dell’Indiegeno poi sono stati davvero eccezionali. Ci siamo sentiti come a casa!

Un’App gratuita come quella di iLiveMusic, che mette in contatto musicisti ed organizzatori di eventi, come pensate possa essere utile nel mercato musicale italiano?

Il bello di iLiveMusic, è che si da spazio ad artisti emergenti come noi a prescindere dal genere o dalle mode del momento. Non sempre si hanno gli agganci giusti per arrivare su determinati palchi, quindi avere la possibilità di avere un tramite come questo, che mette avanti soltanto la musica e chi la fa con amore e dedizione. È davvero utilissimo!!  Vorremmo ci fossero molte più realtà come quella di iLiveMusic, sarebbe tutto molto più semplice!

Cosa farete nei prossimi mesi? Avete delle nuove date, nuove idee di performance, collaborazioni Etc Etc…?

Il tempo di You On The Other Hand è quasi terminato! Ora è il momento di rientrare in studio e di comporre cose nuove! Dopo di che ricominceremo ad organizzare live in giro per la Sicilia e per il resto dell’Italia, nostro più grande motivo di felicità e appagamento!

Link

Spotify

Youtube

Facebook

Instagram