Di artisti ne abbiamo incontrati molti e sono tanti quelli che vi abbiamo presentato con le interviste. Raramente però abbiamo incontrato un così giovane cantautore con le idee così tanto chiare e con tanta maturità artistica. Sembra passata una vita dall’uscita del primo singolo di Giovanni Scacco, o più semplicemente Scacco, “Con i gomiti” (2017). Due anni  fatti di porte sbattute in faccia e delusioni che hanno portato  il cantautore al compimento del primo album “L’inizio del viaggio“. Un viaggio appunto appena incominciato che si porta dietro un bagaglio di cambiamenti e voglia di rivalsa dopo i tanti no! L’album vanta poi la collaborazione di due nomi interessanti come quello di Leo Pari e Matteo Costanzo (Ultimo, Briga, Wrongonyou).

Il ventiduenne cantautore toscano, dopo l’uscita dell’album è stato protagonista di un tour di successo che lo ha portato in giro per l’Italia affermandosi come una delle giovani proposte più interessanti nella scena indie-pop italiana. Tra le tante soddisfazioni Scacco infine, è stato selezionato attraverso l’App GRATUITA  di iLiveMusic dal Beat Festival per esibirsi sul prestigioso palco di Empoli.

Intervista

Cosa è cambiato da Gianni Scacco a solo Scacco? Da “Con i gomiti” a “L’inizio del viaggio“?

Ciao ragazzi, è un piacere fare due chiacchiere insieme! Beh, “Con i gomiti” è stato l’esperimento di un ragazzino che, stufo di sottostare agli ordini di quelli ai piani alti, ha deciso di fare di testa propria buttando in rete un video. Fortunatamente è diventato virale e mi ha aperto le strade verso qualcosa di più grande ma mentirei se vi dicessi che me lo sarei aspettato. Non ci credevo neanche io! È stato un bel fulmine a ciel sereno che mi ha colto totalmente impreparato. “L’inizio del viaggio” è la partenza del mio progetto. Sudata, inseguita, conquistata. È un disco a cui mi sono aggrappato con le unghie. Ho perso amici, soldi, il vecchio team di lavoro e tanto equilibrio interiore, ho ricostruito una squadra dalle macerie ma in compenso ho raccontato il vero Scacco, certamente più maturo e consapevole rispetto al ragazzino di qualche anno fa.

Raccontaci il percorso che ha portato alla nascita del tuo album d’esordio “L’inizio del viaggio“. Un album che sa di rivalsa, un dire “Ci sono nonostante le avversità“, basti pensare ai singoli “Come Vasco a Sanremo“, “Sono vivo” o “Impellenza“.

Quanto tempo avete? Scherzi a parte, è stato proprio un viaggio, nel vero senso della parola. Inizialmente alla produzione avrebbero dovuto prendere parte nomi diversi. Anche loro conosciuti nell’ambito Pop. Purtroppo però in questi ambienti si litiga tanto, si costruisce per anni e si distrugge tutto in qualche giorno. Mi sono reso conto che l’album stava imboccando una strada che non mi rappresentava e ho deciso di mollare la presa, con tutte le conseguenze di questa scelta. Ho preferito non scendere a compromessi sulla mia musica, per me non è un gioco. Avevo sette anni quando ho capito che avrei voluto fare questo nella vita, oggi ne ho ventidue e lo faccio perché fra tutti i cambiamenti che ho attraversato, certamente non ho perso la caparbietà che metto in tutte le cose che affronto. Questo non è un gioco, sono anni di sacrifici a cui è doveroso dare il giusto valore. Mi hai citato tre brani a cui sono molto legato. Se ascolti in successione “Sono vivo”, “Impellenza” e “Vasco a Sanremo” puoi capire molto bene lo stato d’animo che ha caratterizzato la nascita di questo disco. Non serve che aggiunga altro. I miei testi sono autobiografici e ti assicuro che non è una scelta facile mettersi a nudo al 100%.

L’album è stato prodotto da Matteo Costanzo (Ultimo, Briga, Wrongonyou) e Leo Pari, due nomi importanti per la musica italiana emergente. Come è nata questa collaborazione e cosa ti ha lasciato lavorare con loro? É stata più la pressione del loro contributo o la voglia di fare sempre meglio? Avremo modo di vedere altre vostre collaborazioni?

Matteo (Costanzo n.d.r) è un fratello! Nutro grande stima nei suoi confronti. Lui non si è mai reso conto totalmente di quanto bene mi ha fatto. L’ho conosciuto in un momento in cui il mio morale era sotto i piedi. Non riuscivo ad intravedere l’uscita del tunnel. Io che ho l’indole di controllare morbosamente tutto ciò che mi riguarda, mi trovavo schiacciato da decisioni altrui che mi stavano togliendo il potere decisionale. Lui ha saputo camminarmi a fianco rispettando la mia musica e dimostrandomi con i fatti che non era come tutti gli altri. Ci siamo divertiti un sacco a trovare il vestito giusto ad ogni mio brano. Anche Leo Pari, come Matteo, ha contribuito alla produzione musicale. Avevo un provino interessante piano-voce che non aveva trovato spazio nel disco perché troppo distante dal mood degli altri brani. L’ho fatto sentire a Giorgio (Bucha, n.d.r) e gli è piaciuto molto, ho commissionato l’arrangiamento a Leo che si è mostrato felice di partecipare al progetto e così si è inserita in corsa “Nell’era dell’immagine”. Siamo già a lavoro su nuovi brani e fortunatamente gli obbiettivi stanno crescendo sempre di più. Sicuramente subentreranno sulle prossime produzioni anche nomi nuovi ma continuerò a lavorare soprattutto con la vecchia squadra.

Dopo una collaborazione del genere, se potessi scegliere un artista nazionale e non con il quale collaborare chi sceglieresti?

Ce ne sono tanti. La scena Indie-Pop italiana sembra vastissima ma in realtà ci conosciamo quasi tutti. Amo molto le personalità forti, quelli che non seguono la massa ma portano avanti il proprio progetto incontaminato dalle influenze del momento. Se proprio devo dirti un nome ti dico Gemello. Penso che in una produzione di Matteo Costanzo potrebbe dare un plus molto interessante. Comunque vi anticipo che ci saranno altri feat in futuro. Non posso ancora dire di più però.

Questo 2019 è stato un anno davvero incredibile per te, dall’uscita del nuovo album fino al tour in tutta Italia. Cosa ti porti dietro da questo florido periodo?

Tanto, tantissimo amore. Nottate intere a leggere messaggi bellissimi di persone che si rispecchiano nei miei testi, gli occhi lucidi dei ragazzi su “Titoli di coda”, l’energia di “Palazzetti”  ad ogni live e ovviamente la soddisfazione di non aver mai abbassato la testa, di aver costruito tutto questo col mio sudore.

Tra le ultime tappe del tuo tour c’è stato il live al Beat Festival di Empoli. Hai suonato al festival dopo essere stato selezionato, tra le più di 900 candidature arrivate, sull’App di iLiveMusic: te lo aspettavi? Raccontateci qualcosa di questa esperienza.

Il Beat Festival è una vetrina eccezionale. Non me lo aspettavo ma ho sempre sperato di suonare un giorno in un festival di quella portata. Esserci arrivato con il primo disco è ancora di più motivo di orgoglio per me. È stato un bel concerto con un’ottima partecipazione del pubblico. Ci siamo divertiti e abbiamo pianto tutti insieme sulle note del mio album. Porterò un bellissimo ricordo con me.

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Una App gratuita come quella di iLiveMusic, che mette in contatto musicisti ed organizzatori di eventi, come pensi possa essere utile nel mercato musicale italiano?

È un’ottima iniziativa, un’App così mancava nel panorama attuale e devo dire che se ne avvertiva il bisogno. Penso che questo sia il primo passo verso la strada lunga e tortuosa della meritocrazia, soprattutto nell’ambito del Booking. Conferire all’artista stesso la possibilità di candidarsi per suonare sui palchi che più lo appagano è una vera e propria rivoluzione. Ho molta fiducia in questa App e non posso che darvi tutto il mio sostegno.

Cosa farà Scacco nei prossimi mesi? Hai delle nuove date, nuove idee di performance, collaborazioni Etc Etc…?

Stiamo lavorando senza sosta. Da quando è uscito il disco, fortunatamente, è partita una carovana senza sosta. L’album è fuori da neanche due mesi, siamo nel pieno del periodo promozionale: interviste, radio, date e molto altro. La buona risposta del pubblico nei confronti del disco ci sta già facendo pensare al dopo: stiamo progettando un sacco di novità interessanti: collaborazioni, nuove uscite discografiche… sarà un anno molto intenso. Quando potrò parlarne vi prometto che sarete tra i primi a saperlo. I live si stanno man mano moltiplicando e stiamo finalizzando le ultime trattative per un concerto che vi assicuro sarà indimenticabile! Non vedo l’ora di parlarvene. Per il resto, quando non siamo in giro siamo chiusi in studio. C’è da raccontare ancora tanto e da ricompensare questo enorme affetto che da due mesi ci sta facendo vivere un sogno. Aspettatevi cose molto belle. È solo “L’inizio del viaggio”!

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