A cinque anni di distanza da “L’altra parte di me“, Vincenzo Iannello in arte VinnieVin, torna con il nuovo album “4+IV (four plus quattro)“. Frutto di tre anni di ricerca di nuove atmosfere, l’album è composta da otto tracce di cui quattro cover dei KISS, tanto amati da VinnieVin. L’altra metà del progetto è formato da tracce inedite di che hanno visto in particolare la collaborazione di Tony D’Alessio (cantante del Banco Del Mutuo Soccorso) e Robert Wright, nipote dell’ex collaboratore dei Kiss Sean Delaney.

Nella parte di inediti dell’album si alternano ballad sentimentali ai pezzi grintosi intrisi dell’hard rock al quale VinnieVin ci ha abituato. Allo stesso tempo in ogni brano è evidente una stilistica molto personale e sentimentale che raggiungono l’apice nel pezzo “Dietro quella porta” dedicato alla madre recentemente scomparsa.

Partiamo dal principio, come e quando è nata la tua passione per la musica?

Negli anni ’90 finito l’anno scolastico, mi trasferivo tutta l’estate a Salerno da mio zio Adamo. Era proprietario di un negozio di strumenti musicali, mi sono ritrovato in un mondo magico. Dopo trent’anni, da adulto, sento ancora il profumo dei legni e della carta di quel negozio. Mi vengono i brividi a pensarci. Zio tra l’altro era accordatore di pianoforte, quando ancora non si sapeva cosa fosse un accordatore elettronico. È stato lui il pioniere degli strumenti musicali a Salerno. Sono molto fiero di lui. Oggi, sono l’unico suo nipote a fare musica. In verità, il suo desiderio era che mi legassi al piano, ma galeotto fu l’assolo di chitarra di “Con il nastro rosa” di Lucio Battisti, eseguito dal grande Phil Palmer. Mio padre ha osteggiato fortemente questa mia passione, perche considerava la musica cosa inutile, non poche volte si sono scontrati con mio zio. Viene da se, il fatto di non essermi potuto permettere un maestro (sono autodidatta). Studiavo quando mio padre usciva, ed ho dovuto fare il cameriere per potermi pagare la mia prima chitarra. Una strada totalmente in salita, la mia. Nonostante questo, non ho mai calato il sipario sulla musica nella mia vita, anche se vicissitudini successive, mi hanno prima allontanato e successivamente riavvicinato alla musica, questa volta fino alla morte.

Quando hai capito che questa era più di un semplice interesse ed hai iniziato a scrivere?

Come detto, sono un autodidatta, facevo tutto da solo. Ricordo il primo metodo che mi regalò zio: “Chitarrista in 24 ore” (ride ndr).
Scherzi a parte, i progressi erano lentissimi. Avevo molta difficoltà ad eseguire materiale di altri artisti, quindi iniziai a registrare con due o tre registratori, roba mia, che sovrapponevo facendoli suonare assieme. La prima canzone firmata VinnieVin la scrissi con tre registratori in Play e il quarto che registrava l’accompagnamento della chitarra e voce. Dovevo arrangiarmi ed ingegnarmi!
Devo dire che non erano poi tanto male, le mie canzoni, tanto che ne è stata plagiata una da un artista di fama nazionale a cui avevo dato il tape per un suo parere. All’inizio la cosa mi fece sorridere, poi mi arrabbiai e smisi di parlargli nonostante lo conoscessi.

Da alcuni anni stai lavorando alla scrittura di un musical preso da un tuo concept album mai uscito. Una bella sfida, raccontaci come è nato tutto e a che punto sei con l’opera?

Vero, è il mio sogno nel cassetto. É un lavoro mastodontico e non credo di potercela fare da solo con i miei mezzi. Si chiamerà: “Il segreto dell’orchidea“, è un racconto fantasy. Il mio pensiero è quello di farne un doppio album: l’ebook e la colonna sonora. Le quattordici demo della colonna sonora sono pronte. Il racconto sarà pubblicato entro il 2020 in versione cartacea, il ricavato andrà in beneficenza all’A.I.L. In quanto al musical aspetterò, con la speranza di trovare una persona che crede in quel che faccio, altrimenti rimarrà solo un sogno. Amo le cose fatte bene!

I tuoi pezzi sono arrivati addirittura oltre oceano girando in diverse radio newyorkesi. Quali feedback sono arrivati dai radioascoltatori?

Si sono andati on air a ICN Radio, la radio degli italiani a New York, San Paulo, Mato Grosso, Buenos Aires, Russia, Australia e Mauritius. Permettetemi una nota d’orgoglio: sono il primo artista italiano Kiss Fan, ad essere entrato prima col tributo a Sean Delaney e successivamente col tributo ai Kiss, nella “Kiss Room” di Matt Porter su Montco Radio di Philadelphia e successivamente su KGF Rocks, radio FM storica di NY. È stato un grande privilegio per me ascoltare la mia canzone seguita da quella dei KISS “Take me”. Feedback? Assolutamente grandiosi, complimenti sinceri da parte di gente che vive di musica, con la musica e per la musica.

Hai abitato le radio, questa volta nazionali, anche come autore del format “Bugie e verità sui Kiss”. Da dove nasce questo tuo progetto? Proseguirà anche in futuro o la valuti come una esperienza bella ma che non ripeterai?

Nasce dall’amore, che porto dentro da 40 anni, per i Kiss. La loro musica mi ha accompagnato per una vita intera. Quest’avventura si fermerà qui! I Kiss hanno influito molto su VinnieVin, ma anche io ho dato tanto a loro: amore, tempo e danaro. Aldilà di tutto, è stata un’esperienza fantastica, che ho condiviso nelle radio campane, con gli PsychoKiss (Nostra tribute band dei Kiss). In alcune radio abbiamo suonato e cantato le loro canzoni, oltre a raccontare insieme il RadioDoc. Per quanto riguarda le radio nazionali ed estere ho condiviso il format con un mio amico, uno speaker romano bravissimo Fabio Varrone.

Torniamo al presente, da poco è uscito il tuo nuovo album “4+IV (four plus quattro)”. Un titolo insolito cosa significa?

È molto semplice, sono due dischi da quatto tracks ciascuno. 4 (four): è cantato in lingua inglese ed è il tributo ai KISS (la band originaria): Paul Stanley, Gene Simmons, Ace Frehley e Peter Criss. Cito i loro nomi perché il mio tributo è agli album dei KISS pubblicati nel 1978. Ho estrapolato una canzone per album di ogni solista della band. IV (Quattro): è cantato in lingua italiana e sono mie canzoni inedite. Da questo nasce il titolo 4+IV (four plus quattro), niente di più semplice.

VinnieVin

L’album vanta anche collaborazioni importanti come Robert Wright, nipote dell’ex collaboratore dei Kiss Sean Delaney, Tony D’Alessio voce del Banco del Mutuo Soccorso. É stata più la pressione del loro contributo o la voglia da parte tua di dare quel di più nella costruzione del tuo album?

No, nessuna pressione. Robert, in segno di gratitudine per aver pubblicato il tributo a suo zio Sean, mi ha regalato una Dirty demo ed io l’ho modificata, rielaborata, risuonata e registrata. Da qui è nata “Lady musica”, credo sia una delle mie più belle canzoni. Per quanto riguarda Tony, essendo amici, gli ho chiesto di interpretare insieme a me una canzone che ho scritto quando ho perso mia madre. Ha accettato subito, da grande persona prima ed artista poi qual è, il risultato è la canzone. Solo chi ha vissuto un dramma simile al mio può capire il senso di “Dietro quella porta”. La bravura e la preparazione di Tony hanno dato il giusto mood al pezzo. La sua interpretazione è riuscita a cogliere l’emozione che volevo trasmettesse la canzone. Tony è stata sicuramente la gemma del mio disco, senza nulla togliere agli altri ragazzi.

Quanto c’è di diverso da questo ultimo tuo lavoro rispetto al tuo album d’esordio “L’altra parte di me”?

Tantissimo! Ogni mio album è accompagnato da un concetto base di partenza da cui il disco prende forma.”L’altra parte di me” è nato grazie ad una frase di Oscar Wilde che è contenuta nel “Il ritratto di Dorian Grey“: “Ognuno di noi ha l’inferno e il paradiso dentro“. Da questa frase è nato “L’altra parte di me”. Il disco è composto da otto canzoni suddivise in pari e dispari. Le canzoni pari sono più soft, leggere, pop, fatte di atmosfere più larghe; quelle dispari sono di puro hard rock. Le prime descrivevano la mia parte buona, le seconde la mia parte cattiva. Il mio ultimo album invece nasce da una mia frase: “Il vero giocoliere è colui che audacemente sfida l’impossibile, il tempo“. Da questo concetto e dal fatto che l’età anagrafica aumenta, è nato il mio ruolo di “Giocoliere del tempo“. Questo ha gli orologi che non arrivano a dodici. Partono da uno e si fermano a sei. Il giocoliere pone le clessidre in orizzontale anziché in verticale per cercare di fermare il tempo, ruba gli orologi, li rompe e gioca con gli ingranaggi. Il tutto si evince dalla cover del disco. Il giocoliere è un personaggio strano, che cerca di rimanere giovane attraverso la musica, ahimè, anche se il tempo è inesorabile. In “4+IV” le mie canzoni sono tutte legate a ricordi dispersi nel tempo: a partire dal tributo ai Kiss, a mamma in “Dietro quella porta”, alla mia prima cotta per una pianista (avevo 8 anni) in “Lady musica“.

Cosa farà nei prossimi mesi VinnieVin?

La mia speranza è quella di mettere insieme una band per poter finalmente proporre le mie canzoni, uno spettacolo tutto mio, senza canzoni di altri autori se non quelle dei Kiss che ho pubblicato. A gennaio 2020 inizia la caccia ai membri della band, per un tour estivo. Per giugno, come detto prima, vorrei pubblicare il libro “Il segreto dell’orchidea”. Vorrei proporlo nelle scuole, in unplugged, per insegnare ai ragazzi che la beneficenza e l’amore per la vita per chi è meno fortunato di noi viene prima di tutto.

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